In vacanza…ci avevano messo in guardia rispetto ai costi dell'acqua corsi e alla fine (per inesperienza) ci siamo convinti a portarci una confezione di acqua, il campeggio ovviamente ha il punto acqua potabile per cui sfruttando le bottiglie che avevamo possiamo comodamente ricaricare le borracce termiche per la spiaggia. Perché sono aperte? Per far perdere un po' l'odore di cloro, é una soluzione che uso anche a casa dato che beviamo sempre 'l'acqua del sindaco', a casa usando bottiglie in vetrole lascio anche aperte in frigo per migliorare il risultato.
Capisco il ragionamento, però lasciare l’acqua aperta non fa realmente ‘perdere’ il cloro in modo significativo: il cloro si riduce soprattutto con il tempo e in determinate condizioni. Se l’acqua del rubinetto è potabile, comunque, è assolutamente normale utilizzarla per riempire le borracce. Per il gusto di cloro, eventualmente, basta tenerla in frigorifero in una brocca coperta o usare un filtro.
Ci ho pensato e un'abitudine che abbiamo in famiglia, semplice, per ridurre gli sprechi è quella di conservare il pane raffermo. Lavorando e avendo bimbi piccoli capita che il pane comprato rimanga in cucina e diventi duro: oggi si rimane a cena dalla nonna anche se non previsto, il pranzo spesso è fuori per tutti, domani sera si fa le patate che se no cigliano troppo e marciscono e il pane comprato della giornata… ancora la mattina dopo magari non finisce tutto in pane e marmellata. Quindi avanza.
Non abbiamo galline o animali a risolvere. Perciò lo conserviamo, anche per molto tempo, cercando di non farlo ammuffire. Quindi ci muniamo sacchetti di carta e porta pane esposto all'aria.
Quando il pane raffermo è abbastanza le scelte son due: minestra di pane in inverno/panzanella in estate oppure frulliamo tutto e facciamo pangrattato da usare nelle preparazioni giornaliere.
Una piccola organizzazione, quotidiana e non straordinaria, ma che ci torna molto utile! In foto barattolo riciclato e pangrattato fatto ieri.
Una delle abitudini che sto cercando di rendere sempre più parte della mia quotidianità è fare la spesa in modo più consapevole. Prima di comprare qualcosa cerco di chiedermi: mi serve davvero? Posso scegliere un’alternativa con meno impatto? Ho già qualcosa di simile a casa? Sto anche cercando di ridurre i prodotti di origine animale, preferire alternative vegetali quando possibile e scegliere prodotti che posso utilizzare a lungo o ricaricare, invece di comprare continuamente qualcosa di nuovo. Non sempre riesco a fare la scelta perfetta, ma ho capito che essere sostenibili non significa essere perfetti: significa provare a trasformare le proprie abitudini, una scelta alla volta.
Condivido pienamente! Anche secondo me la sostenibilità non significa fare tutto alla perfezione, ma diventare più consapevoli delle proprie scelte quotidiane. Mi sto accorgendo anch'io che piccoli cambiamenti, soprattutto quando diventano abitudini, possono davvero fare la differenza. E trovo molto utile porsi semplicemente la domanda "mi serve davvero?" Prima di acquistare qualcosa. 😊
Per qualche giorno sto facendo da baby Sitter ai nipoti di una coppia di amici; il luogo di lavoro è piuttosto vicino ma fa caldissimo quindi per non muovermi a piedi ed evitare comunque l'auto è sempre accanto a me la mia fantastica bici 🥰
Che bella idea! 😍 Lo spezzatino di soia sembra proprio una di quelle ricette che dimostrano quanto sia facile rivisitare i piatti della tradizione senza rinunciare al gusto. Con patate, pomodoro e rosmarino dev’essere davvero super confortante! 🌱🥔 Da provare assolutamente!
Che buono!
Team scimmietta solitaria, ma in ottima compagnia: io e il mio cagnolino rigorosamente a piedi. Per noi ogni passeggiata è il momento perfetto per staccare la spina e goderci la strada con i nostri ritmi.
Sono molti i gesti verdi che si possono fare, soprattutto se si ha la fortuna di possedere un pezzo di terra; ecco solo alcuni esempi: - lasciar crescere rigogliosi, senza potarli per forza ogni anno, alberelli, arbusti, piante e cespugli da fiore come per esempio il pitosforo e le rose rampicanti o anche classiche, in modo da fare anche un po' d'ombra, grazie alle loro foglie verdi, quando il caldo di metà o fine primavera inizia a farsi sentire; - non raccogliere subito la lavanda ma lasciarla qualche giorno o settimana affinché possa essere utile agli insetti impollinatori; - tagliare l'erba alta solo quando proprio non se ne può fare a meno, così che il suolo rimanga protetto e non inaridisca anzitempo; - anche in città e in appartamento, tenere qualche pianta verde in casa, che aiuta a pulire l’aria; - acquistare frutta e verdura rigorosamente di stagione.
Acquistiamo frutta e verdura sfusi all'alveare, ma interessante la possibilità di portarsi da casa i sacchetti anche al super (Corsica)..qualche catena lo prevede anche in Italia?
Anche io trovo interessante questa possibilità! In Italia qualche supermercato permette di utilizzare i propri sacchetti per frutta e verdura, ma non so se sia una pratica già diffusa tra le grandi catene. Sarebbe sicuramente un bel passo avanti per ridurre gli imballaggi usa e getta. 😊
Sarebbe sufficiente un po’ di buon senso… Molti grazie al cielo ce l’hanno, per fortuna, e non hanno nemmeno il condizionatore in casa! 💚
Alcuni esempi di accorgimenti basilari che si possono mettere in pratica per non soffrire troppo il caldo e difendersi nelle giornate più afose: 1) Avere con sé una borraccia termica (intendo di quelle d’acciaio che mantengono l’acqua fresca anche per 12 ore), e bere spesso acqua non ghiacciata;
2) Mangiare cibi freschi e acquosi e molta frutta e verdura (di stagione ovviamente);
3) Vestirsi con abiti in fibre naturali e traspiranti, come lino e cotone soprattutto se organico, con trama leggera e possibilmente di colore chiaro e non troppo aderenti al corpo, in modo che non assorbano troppo I raggi del sole e lascino respirare un po’ la pelle;
4) Se in giro sotto al sole nelle ore più calde, intendo soprattutto a piedi in vacanza, coprire il capo con un cappello;
5) Cercare ove possibile di camminare sui lati della strada all’ombra o ancora meglio alberata, cosa putroppo quasi sempre impossibile in città nemiche del verde come Genova, soprattutto nel mio quartiere…;
6) Evitare di tenere finestre, persiane, tapparelle aperte durante l’irraggiamento solare diretto, facendo cambiare l’aria la mattina prima che venga troppo caldo e aprendo la sera quando può passare un po' di fresco, si spera;
7) In automobile, cercare di approfittare della ventilazione naturale aprendo i finestrini, invece di accendere l’aria condizionata, perché altrimenti non si farà altro che riscaldare ulteriormente l’atmosfera… e la situazione complessiva di disagio non potrà che peggiorare. Ah, e aggiungo: PARASOLE, QUESTO SCONOSCIUTO! Fateci caso: quante automobili lasciate anche un giorno intero a cuocere sotto al sole hanno una protezione dai raggi solari, almeno per il vetro anteriore? Pochissime, una esigua minoranza! Eppure, evitare che il sole colpisca direttamente l’abitacolo attraverso il parabrezza riduce notevolmente l'effetto serra che si crea all’interno, e al momento di risalire in macchina magari si trovano anche 7⁄10 gradi in meno… E invece no; quante scene si vedono così: niente parasole riflettente e aria condizionata a bomba ancor prima di partire, senza nemmeno iniziare a fare uscire un po' di caldo aprendo tutti i finestrini…
Ma soprattutto: SOPPORTARE UN PO'. Come facevano quando il mondo non aveva ancora inventato l’aria condizionata?!
Il buon senso è sicuramente fondamentale, ma alcune cose che hai scritto sono utili solo fino a un certo punto. Soprattutto, il consiglio di evitare il climatizzatore in automobile per “non riscaldare ulteriormente l’atmosfera” rischia di essere controproducente: quando fa molto caldo, l’obiettivo principale dovrebbe essere evitare il surriscaldamento dell’abitacolo e proteggere le persone, non rinunciare al condizionamento a tutti i costi. Anche il “sopportare un po’” va bene finché si parla di normale disagio, ma il caldo eccessivo non è semplicemente qualcosa a cui bisogna abituarsi: soprattutto per anziani, bambini e persone fragili può diventare un vero rischio. Insomma, sì al buon senso e alle piccole accortezze, ma senza trasformare la rinuncia all’aria condizionata in una sorta di prova di resistenza. 😉🌡️
@vale011 sì certo, anche io se accompagno mia mamma a visite mediche e non sono le 8 o le 9 ma mezzogiorno un po' gliela accendo (anche se la detesta), ma pochissimo fredda e giusto per togliere l'umido; o se si prende l'autostrada soprattutto nelle ore calde a 130 all'ora diventa inevitabile chiudere i finestrini e accendere, ma vedo tanta di quella gente che la accende a sproposito (in orari freschi o in zone di campagna piena di alberi dove non serve affatto, perché si può stare bene semplicemente aprendo un po' di finestrino) che non si può veramente vedere (e sentire, col caldo extra ed aggiuntivo che emanano i loro veicoli 😣😓)
Riscoprire il valore di ciò che dura nel tempo? Fatto! 😅
A parte che se fosse per me non cambierei mai alcun mobile a meno che non sia rotto e irreparabile, sarei stata veramente pazza a buttare via una cucina intera (tra l'altro enorme e dotatissima! 😍 l’adoro) in legno massello, che dai primi anni ’80 si trova nell’appartamento di famiglia di mio marito, dove viviamo dal giorno del matrimonio.
I miei suoceri buonanime, che non ho mai conosciuto, avevano acquistato l’unità immobiliare e tutti gli arredi da zero, con enormi sacrifici avendo anche tre figli da crescere; perciò a parte la camera da letto, che era già stata di uno dei miei cognati, malridotta e bruttina, e che quindi abbiamo sostituito con una di nostro gusto, il mobilio di casa è rimasto esattamente lo stesso (tranne un grande guardaroba fondamentale aggiunto nell’ingresso e una libreria in salotto, che mancava, al posto di due mobiletti insignificanti).
Ricordo ancora, dopo 10 anni, l’espressione disgustata della sorella più giovane di mia mamma (che è mooolto diversa da lei, come da me del resto, soprattutto sul non buttare via nulla perché ha un costo e tutto può servire!) mentre le spiegavo di aver dato una sistemata ai ripiani della cucina riordinando piatti, pentole, padelle e bicchieri a mio gradimento, e che tranne aver sostituito qualche padella che mio marito aveva utilizzato anche se non più in buono stato, e qualche forchetta anni ’60 troppo appuntita, tutti gli utensili e le stoviglie erano gli stessi di quando c’era ancora mia suocera.
Ridevo sotto i baffi, sapendo che mia zia è sempre stata fissata col rinnovare periodicamente qualsiasi cosa buttando via roba nuova o quasi e così ha cresciuto le figlie (soprattutto la piccola, la grande per fortuna poi ha capito e si è smarcata…).
E cosí non abbiamo dovuto comprare quasi niente; la cucina è il mio regno e ho trovato di tutto per cucinare, non avrei potuto chiedere di meglio! #MissioneToro2026#Toro#GorillaPacifico
Che bello leggere una storia così! ❤️ Alla fine il vero valore non è avere tutto nuovo, ma saper riconoscere quello che abbiamo, dargli nuova vita e soprattutto custodire i ricordi che porta con sé. E quella cucina “anni ’80”, vissuta e piena di storia, sembra proprio uno di quei tesori che non si possono comprare! 🥰👏 #MissioneToro2026 #Toro #GorillaPacific
Segnalo Friendly Shop, un progetto che si occupa di diffondere uno stile di vita più sostenibile attraverso prodotti zero waste, plastic free, vegan e cruelty free. Mi ha colpito soprattutto il fatto che non si limiti alla vendita di prodotti, ma cerchi di accompagnare la propria community nel cambiamento delle abitudini quotidiane. Un esempio concreto è il loro “Return Scheme”, un programma di economia circolare che permette di restituire alcuni packaging e prodotti affinché possano essere riutilizzati o riciclati.
Sono un po' indietro con le sfide, provo a comonciare a recuperare da qui
A giugno ho finito il master in didattica dell'italiano agli stranieri e quest'estate ho fatto due corsi. Una delle cose più importanti che ho imparato e che vorrei fare nei miei corsi è valorizzare la lingua madre e le competenze pregresse degli studenti adulti per imparare gli uni dagli altri. In uno dei corsi tutti gli studenti erano originari del Bangladesh allora mi sono fatta insegnare delle parole, ho chiesto a loro di scrivere alla lavagna e di insegnarmi qualcosa, per me è stato molto bello, mi è sembrato che anche a loro sia piaciuto! Nella foto le stagioni in bangla che sono sei: l'estate, stagione delle piogge, autunno, tardo autunno e primavera.
Ieri ho fatto una corsetta di 1km (mi sto rimettendo in allenamento per poter tornare a fare match di boxe). Mi sono proprio goduta il tramonto! 🌅
Chi è questo bellone / bellona? :)
A noi sono piaciuti molto.
Perchè allora non utilizzarli come souvenir da regalare?
(Qui da noi non li ho mai trovati).
Sì, infatti, sarebbe un’ottima idea! 😊 Un souvenir originale, utile e anche legato al territorio. Peccato che qui da noi non siano ancora così facili da trovare!
Idea top!
Anche io come souvenir di solito prendo cose da mangiare, prodotti tipici (anche se ormai di "tipico" esiste poco visto che le grandi catene hanno sempre i prodotti che vengono da tutta Italia e oltre): il cibo di sicuro è sempre gradito!
É un regalo che io apprezzerei e che amo fare
È da quando sono vegana (sono ormai diversi anni) che non mangio le madeleines e mi piacevano davvero moltissimo! L'altro giorno ho trovato una ricetta vegana e ho provato a farle! Sono ottime, visto che ho ancora del cioccolato avanzato dalle uova di Pasqua ho pensato di passarle nel cioccolato fuso, sono ottime! 🤩😋
oddio no le madeleines no 🤮 giuro che quelle senza glutine fanno veramente schifo
Ma la domanda principe è: come fai ad avere ANCORA il cioccolato di Pasqua!? 😑
Non so se vale, ma a volte le comunità si creano per delle casualità da cui possiamo lasciarci sorprendere: siamo in un piccolo campeggio, la prima mattina al risveglio i bambini hanno creato una piccola nuvola di giochi (elementi facilitanti: la stessa lingua e età simili) questo rituale si è ripetuto per tutta la settimana, significava anche condividere la colazione, con relativa processione da mamma e papà per chiedere se potessero assaggiare ciò che avevano i vicini e piccole responsabilità per le più grandi come andare a prendere il pane all'emporio all'ingresso o ricaricare l'acqua alla fontanella. Nel weekend le altre tre famiglie sono ripartite, noi rimaniamo ancora qualche giorno, così anziché buttare le cose a metà ci hanno lasciato qualche 'avanzo': mezzo melone, mezza busta di spinaci surgelati, delle olive, due rametti di basilico, caffè, mezza confezione di pasta e questo muesli (strepitoso!). Meglio di TooGoodToGo.
Ho approfondito il tema ESG, scoprendo che la sostenibilità di un’azienda non riguarda soltanto l’ambiente. ESG significa Environmental, Social e Governance: quindi impatto ambientale, attenzione alle persone e ai lavoratori, ma anche trasparenza, etica e corretta gestione dell’azienda. La cosa che mi ha colpito di più è l’importanza di distinguere le azioni concrete dal semplice greenwashing: per valutare davvero un’azienda bisogna guardare obiettivi, dati e risultati, non soltanto quello che comunica. È un tema che mi interessa particolarmente perché mi sta facendo imparare a fare scelte di consumo più consapevoli.
Usando molto la bici elettrica o i servizi di’ bikesharing, dopo tutte le varie app di conteggio passi e converti in denaro, a fine agosto mi sono inscritto al programma del mio comune dove si riceve un contributo di massimo 30€ per incentivare all’uso della bici 🚲 ⚡️
https://www.comune.firenze.it/servizi/mobilita-e-trasporti/incentivi-lo-spostamento-bicicletta-dei-cittadini-residenti-o
#MissioneGemelli2026