Oggi tutta la famiglia in mezzo al bosco… Abbiamo trovato tantissimi lamponi e fragoline. Mio figlio si è divertito un mondo a raccoglierli! Ne metteva in bocca più che nel coccino che avevamo!
Ci siamo proprio rigenerati!
Capisco il punto. Misure del genere possono avere obiettivi condivisibili, come contrastare alcune distorsioni del mercato o rendere meno conveniente il fast fashion importato. Allo stesso tempo, però, colpiscono anche acquisti che hanno tutt'altra natura: libri difficili da reperire, materiali di studio, prodotti culturali o beni legati alla propria lingua e al proprio Paese d'origine. Forse il problema è che una regola uguale per tutti finisce per trattare allo stesso modo consumi molto diversi. Sarebbe interessante discutere se esistano eccezioni o soglie che tutelino gli acquisti culturali o occasionali, senza rinunciare agli obiettivi della misura.
Ogni volta che vado al mare, oltre al mio invidiatissimo telo #rifo , alla borraccia termica e a un po' di frutta, porto canche un sacchetto e un guantino. So già che, oltre a godermi la spiaggia e il mare, troverò mozziconi di sigaretta, bottiglie e bicchieri di plastica e, durante una nuotata, probabilmente anche qualche cerotto e tanti altri piccoli rifiuti abbandonati.
Così, munita della mia piccola attrezzatura, raccolgo tutto quello che posso. È un gesto che richiede solo pochi minuti, ma contribuisce a lasciare la spiaggia un po' più pulita e a proteggere il mare e tutte le forme di vita che lo abitano.
Se ognuno di noi portasse via anche solo qualche rifiuto in più, l'impatto sarebbe enorme. Come ho scritto anche in altri post, e ne sono profondamente convinta, i piccoli gesti, quando diventano un impegno condiviso, possono davvero fare la differenza. 🌊💙♻️
Stamattina sono andata a una pedalata organizzata da "no planet B" durante il festival "green talks" Siamo andati a vedere il giardino botanico bramati, davvero bellissimo!
In realtà avevo una domanda poi ho chiesto all'internet e ho deciso di condividere con voi. Da giorni, settimane forse, mi ronzava in testa questa cosa qua: esiste un termine per definire il senso di colpa nei confronti dell'ambiente? Ebbene sì, l'ho appena scoperto, si tratta di eco-colpa! e credo di provarla costantemente nell'ultimo periodo. Vorrei poter fare di più, vorrei che chi vive con me, chi lavora con me o chi mi sta vicino fosse più attento ad alcune buone pratiche, ma non è così semplice. E niente, è stato un semplice sfogo, torno a farmi cullare dalla mia eco-colpa che si getterà nell'eco-ansia e sfocerà poi nel grande mare delle eco-emozioni. Grazie internet 🫠
Lascio la definizione di Treccani https://www.treccani.it/vocabolario/neo-ecoansia_(Neologismi)//))
La cosa brutta è che questa eco-colpa la dovrebbero provare ben altre persone! 😞
io più che eco-colpa ho l'eco ansia!! ne ho veramente tanta, siccome faccio parte di una delle nuove generazioni (non per ostentare la mia gioventù HAHAH, però ho 19 anni quindi credo di essere una tra le più giovani nell'app) ho sempre più paura che quando sarò adulta non ci sarà più nulla per noi… che vivremo in una situazione apocalittica senza punto di ritorno. Ogni overshoot day è come un pugno nel fegato… sembro esagerata, ma la mia ansia é reale!