ECO-DIARIO BOREALE: RISPARMIO ENERGETICO
Sto per scrivere una cosa che probabilmente non sconvolgerà alcuno, siccome si tratta di un fattore in parte fisico, ma soprattutto legato alle caratteristiche degli impianti tecnologicamente più evoluti, anche e soprattutto dal punto di vista della resa e del ridotto impatto ambientale 🫢
Siamo tutti d'accordo sulla necessità e opportunità di mantenere una temperatura giusta e moderata in casa, per cui grazie al cielo da qualche anno sono finalmente riuscita a convincere mio marito (che sino a quando viveva da solo stava con il termostato impostato a 21 gradi...) ad abbassare di un grado e mezzo / due. Per cui come minimo dal 2020 siamo assestati su 19 / 19.5; di meno non riusciamo perché il nostro appartamento non è esposto al sole se non per qualche sporadica ora la mattina e abbastanza di striscio, e trovandosi in un condominio fine anni ’50 di edilizia abbastanza economica non trattiene molto il caldo, salvo che nelle due camere opportunamente isolate da noi lungo le pareti perimetrali. E come se ciò non bastasse, essendo noi al primo piano, dal locale commerciale sottostante non ci arriva caldo, anzi… Il pavimento è gelato 😁 Meglio eh, conservo freschissima la frutta in un cantuccio in basso vicino alla dispensa.
MA poi sorge il dilemma… Quando fa abbastanza freddo (diciamo al di sotto dei 5 gradi esterni, nella nostra zona climatica), è il caso di fare accendi / spegni, oppure è consigliabile lasciare il termostato sempre acceso, e che regoli da solo l’andamento della caldaia che, precisiamolo, è nuova (installata pochi anni fa) e ovviamente A CONDENSAZIONE?
La risposta è la seconda.
Se usciamo per almeno mezza giornata ovviamente lasciamo tutto in stand by (c’è solo un sistema “antigelo” per cui se la temperatura rilevata dal termostato va sotto i 17 gradi allora la caldaia parte), ma se siamo a casa tutte il giorno e fuori ci sono i pinguini allora il riscaldamento sta acceso: è compito delle calderine efficienti condensare e abbassare la temperatura di esercizio, mantenendo un minimo ricircolo dell’acqua in base ai gradi impostati da noi nel sistema. Così si consuma (e si inquina) sicuramente di meno rispetto al fare on / off...
Ovviamente sono anni ormai che la sera il riscaldamento si spegne per riaccendersi all’alba (mio marito si alza presto), e in camera possiamo dormire benissimo a 18 gradi ma anche meno, avendo sul letto un doppio piumone accoppiato.
DIVERSO È SE FUORI NON FA AFFATTO FREDDO, come ieri o iggi in cui ci sono ben 13 gradi… troppo caldo per essere Febbraio, per i miei gusti. In questi casi, come vedete dalla foto di ieri pomeriggio, se rimango a casa da sola il riscaldamento sta spento dalle 7 quando si stacca sino alle 16:00, quando riparte; se per caso lo accendessi in mattinata o per l'ora di pranzo raggiungerebbe ben presto la temperatura ambiente impostata ma poi non riuscirebbe a continuare essendoci già 19 gradi, facendo di fatto spegnere i termosifoni.
E allora tanto vale, nei giorni meno freddi, tenere spento per non consumare corrente senza motivo.