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Arrivo in ritardo rispetto alla giornata dell'acqua, ma il tema è troppo importante per non essere affrontato. Ho gioito nel vedere gli sguardi di queste donne a cui un pozzo evita lunghissimi spostamenti quotidiani e restituisce tempo per attività come lo studio o il lavoro. Nella mia infanzia ho vissuto in contesti rurali dove l'acqua disponibile era quella piovana, raccolta in cisterne. Nella casa di mio nonno, in montagna, non esisteva collegamento all'acquedotto, né il bagno. Si usava il pitale e la fossa esterna, il bagno si faceva in una tinozza. Anche per abbeverare mucche e orto tutto si trasportava con i secchi a mano o a spalla. Per me l'acqua è un bene prezioso, evito sprechi, riparo le piccole perdite e riutilizzo l'acqua per bagnare i fiori o per altri usi. E quella da bere la prendo alle fontane della rete municipale o bevo quella del rubinetto: niente acqua in bottiglia di plastica! La considero la nuova schiavitù (vedo quei carrelli strapieni di bottiglie al supermercato, devi quasi per forza usare l'auto), spesso inutile (ci sono sistemi per rendere gradevole quella potabile), dannosa per l'ambiente (la completa riciclabilità della plastica è una chimera 😢). Siamo fortunati/e ad abitare in un contesto "comodo" e nell'emisfero "modernizzato", che non so quanto durerà viste le cattive abitudini di molta gente...
nipin
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Acqua e Genere