A volte bisogna proprio avere la fortuna di conoscere o incontrare (spesso per caso! Anche tramite il passaparola) le persone giuste, o assecondare un eventuale stimolo innato ad informarsi e approfondire certi argomenti specifici, anche se esulano completamente dal proprio settore lavorativo e di vita o dai propri passatempi: uno di questi è l’edilizia.
Questa sfida parla di casa, e per questo post voglio considerarla nella sua accezione inglese di house, come edificio, fermo restando che le attenzioni che possiamo avere dal punto di vista costruttivo o manutentivo si riverberano positivamente anche sulla salute di chi vive lì e nell’ambito della home, intesa come “nido”, rifugio, luogo sicuro e riservato per gli affetti e le proprie cose.
E quindi, è con piacere che vi parlo di un materiale speciale, naturale, 100% compatibile con i criteri della bioedilizia: la CALCE IDRAULICA NATURALE (NHL).
Non dimenticherò mai la differenza qualitativa tra il rifacimento della sala da pranzo nel 2011 e delle due camere nel 2014 in casa di mia mamma (dove ho vissuto sino al 2016)…
L’impresa edile “normale, all’antica” aveva lavorato nel modo classico rasando il soffitto e le pareti a stucco e tinteggiando, mentre la ditta dei miei due cognati, volendo noi togliere la tappezzeria dalle camere (nel resto della casa era stata già rimossa negli anni), aveva previsto di utilizzare il c.d. “intonachino”. Non conoscevo ancora bene l’impresa, essendomi messa con l’attuale mio marito soltanto a fine Ottobre 2023, ma mia mamma non aveva esitato a spendere un po' di più per fare un lavoro decisamente migliore, come ci era stato caldamente consigliato.
In sostanza si tratta di uno strato di intonaco di superficie da interni, totalmente traspirante, da stendere sul muro col frattazzo, e siccome nasce color ocra/beige volendo si potrebbe pure lasciarlo al naturale; noi avevamo scelto di far dare il colore, comunque tenue e chiaro, diverso per le due camere, ovviamente traspirante anch’esso, e non avete idea del profumo “argilloso” (non saprei come definirlo 😅 era come un elemento naturale vivo che mi mandava energia pulita e fresca 😍) che si sprigionava in quelle stanze a lavori finiti… e per mesi!
Ovviamente stessa cosa aveva fatto fare mio marito due anni dopo nel ristrutturare completamente la camera da letto di casa nostra prima di sposarci. Vi mostro perciò una foto del muro, sperando che si noti la finitura grezza dell'intonaco (io l’adoro, anche nella sua irregolarità e imperfezione estetica! 💚).
Che poi, se ripenso a casa antica di mia nonna paterna prima che venisse stravolta e ammodernata nei primi anni ’90, non c’era mica traccia di stucco sui muri… erano grezzi. Idem nella casa dei miei nonni materni.
La sostanza di questo post è far riflettere sul fatto che la sostenibilità inizia letteralmente… dalle fondamenta di casa 😅
Se possiamo, siccome purtroppo in questo settore il grosso problema è dato dai prezzi alle stelle (di materiali e manodopera) da qualche anno (ovviamente per colpa soprattutto dello sciagurato 110% su cui TUTTI gli addetti ai lavori hanno lucrato a spese e danno di chi non ne ha usufruito, e dei posteri, visto l’enorme debito pubblico che ha lasciato 🤬), che non sono più scesi e non torneranno più a livelli normali, scegliamo di evitare lavorazioni che prevedono lo stucco e pitture murali sintetiche (soprattutto quelle lavabili… guai!), a favore di elementi naturali e traspiranti: verremo ripagati per molti anni in termini di salubrità degli ambienti in cui viviamo. 😊😊😊
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