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SilviaBLaScimmia
· Ape rank 7
Italy · Italy
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Custode della Natura
CUSTODIRE LA NATURA: tante piccole attenzioni… Da quando sono su GreenApes ho ampliato notevolmente le modalità con cui cerco di avere cura dell'ambiente che mi circonda, e la prima, più impegnativa e in grado di incidere riguarda l’ambito di cui l’essere umano non può proprio fare a meno di occuparsi, in media tre volte al giorno di tutta la sua vita: l'alimentazione. Come primo punto di questo post vi voglio quindi raccontare l'origine e la motivazione della cena di Venerdí (molto buona) a base di tofu di cui ho scritto, perché cose di questo genere danno un po' l’idea del cambio di prospettiva che ormai da tempo ho attuato (grazie anche a Green Apes, ma non solo), trascinando anche mio marito (che mi supporta più che può e condivide!). Avevo già scritto in qualche post di mesi fa di aver convinto la mia dolce metà a cenare a base di legumi, anche in forma di burger o crocchette vegetali preparate da zero da me (salvo ricorrere qualche volta a quelle pronte del supermercato, il meno possibile), e ciò pure nelle sere in cui va in piscina e dopo quindi esige un pasto molto proteico, e non risicato… Questa settimana però mi ha pregata di cucinargli del pollo, e seppure controvoglia ho tirato fuori dal congelatore del pollo rustico in parti, che come quantità, siccome l'ho cotto insieme a patate e carote, ci sarebbe bastato per due volte, perlomeno… Poi però è diluviato forte e siccome va in moto ha rinunciato alla piscina, con mio gran disappunto, perché così ho sprecato un “piatto jolly <<di consolazione>> per marito ex 100% carnivoro” in una sera in cui avremmo potuto mangiare dell’altro! E quindi che fare, per limitare il danno e il senso di colpa? Giovedì, già che la cena era pronta dalla sera precedente e non avevo tempo di preparare altro essendo arrivata più tardi, abbiamo mangiato le parti più scarne e ossute (e poche), ma ho fatto subito sparire nel congelatore una vaschetta che all'occorrenza mi servirà per evitare di acquistare altra carne bianca (cosa che ormai faccio molto controvoglia, per non parlare di quella rossa che non prendo più!), quando mio marito, dopo settimane di legumi e tofu, mi implorerà di dargli del pollo (e deciderò di cedere, perché succede raramente 😇). Ed è così che la cena del giorno successivo non è stata a base di carne, bensì quella che avete visto! Questo è solo un esempio della mia nuova abitudine “salva Creato”, che è : • cercare il più possibile di cucinare alimenti il cui impatto ambientale e in punto di sfruttamento animale e in tema salute umana sia ridotto al minimo. È poca cosa, non essendo noi due 100% vegani o vegetariani, ma penso che se migliaia, milioni di persone cambiassero come noi, anche solo in parte, le proprie scelte a tavola sarebbe già un buon punto di partenza, per far capire soprattutto al mondo produttivo che il vento sta cambiando… Perché sta cambiando piano piano, e qualche azienda della grande distribuzione se ne sta accorgendo. Quel che è certo è che il mio nuovo atteggiamento mi costa fatica, una fatica incredibile che non potete immaginare! Lo faccio col miglior impegno possibile e con costanza, ma vi assicuro che dover togliere ore al mio lavoro per rientrare prima dovendo per forza fare la spesa in certi giorni e non altri, e soprattutto per dover cucinare (cosa lunga, siccome sono lenta) beh, mi pesa, e tanto… Sono finiti per sempre i tempi in cui ci bastavano 5 minuti tra ritirare il pollo arrosto in polleria e scaldarlo al microonde, o cuocere due svizzere fresche o tirate fuori dal congelatore la mattina per la sera, ma nonostante il maggior impegno che mi richiede il cucinare vegetale o vegano vado avanti! 💪 La prima opzione, a casa, non sono più la carne o il pesce, non più. #flexitarianesimo Ci sono poi altre piccole cose che faccio di continuo, come stile di vita, tra cui per esempio: • per gli spostamenti, essere costretta a tirare fuori l’automobile dal garage mi dà proprio fastidio, e succede solo quando devo andare in posti in cui il trasporto pubblico non esiste o non è adeguato, o se devo uscire la sera (cioè mai praticamente, salvo la prova settimanale del coro per cui da qualche mese approfitto del passaggio - su auto ibrida plug in che ricarica nel garage di casa - di un mio “collega di cantoria”, evviva! 🤩🥳🥳🥳). Quindi, prima mia opzione, anche se spesso a volte mi spacco la schiena tornando a casa carica di borse con la spesa, è sempre l’andare a piedi o l’usare il trasporto pubblico, di cui sono fedele abbonata annuale. ◇ Meno traffico privato in strada = meno inquinamento e più salute, e meno intralcio per autobus e corriere. • Negli acquisti alimentari, da sempre mi rifiuto di comprare frutta e verdura non di stagione e non italiana (salve le eccezioni di frutta esotica per forza estera come le banane e - molto raramente - gli ananas, per esempio), ma da un paio d’anni circa, oltre a ciò, mi sto anche sforzando (anche economicamente, perché spendo molto di più…) di rifornirmi da azienda locale 100% biologica certificata (di cui in qualche post ho già scritto); purtroppo c’è una sola sera della settimana in cui mi possono consegnare (in orario di preparazione cena, bella rottura) e devo pure andargli incontro in macchina (che tristezza) perché nel mio quartiere non ci vengono, ma faccio il possibile per organizzarmi (magari quando prendo una cassetta abbondante parte della merce - freschissima - mi dura anche due settimane, se non ho tempo di andare; cerco di usare prima la verdura che si sciupa prima, e in questo periodo i pomodori da insalata riesco a farmeli dare un po' acerbi, così maturano lentamente in frigo). A parte che nelle ultime tre settimane ho visto che da Conad, dove da circa 4/5 anni acquisto ottima verdura anche della provincia genovese o di Savona, il prezzo dell’insalata è quasi raddoppiato, ma sono matti?! È quasi un mese che non guardiamo il telegiornale e quindi posso solo supporre che sia colpa di quel m….. di Trump che fa lievitare il prezzo del petrolio, ma non è giusto che tutte le volte i grossisti se ne approfittino e la speculazione vada a gravare sui consumatori!!! Allora tra fine Agosto e i primi di Settembre ho deciso che invece di farmi derubare da Conad con l’insalata gentilina a 3,68 / 4,68 € al chilo preferisco pagare 5,80 € al chilo per prendere insalata pure più durevole (sempre a sorpresa, ma per esempio due settimane fa mi è capitata la romana! la mia preferita) dall’azienda agricola! ◇ Più acquisti a km 0 e biologici = minor impatto ambientale, più tutela della biodiversità e più rispetto dei cicli naturali 💚 E si va avanti, cercando di fare sempre un po' di più e meglio.