Questa settimana mi sono imbattuta in un video del Borgo Incantato, un resort in Umbria che si racconta come un vero paradiso per gli animali: salvati dal macello o dall'abbandono, liberi di girare tra i boschi, ospiti che li accarezzano nei prati. Storia bellissima, per carità.
Poi sono andata a vedere il menù del ristorante interno. Carne, pesce, qualche opzione vegetale in coda. Lo stesso posto che ti fa conoscere una mucca salvata dal macello, la sera te la può servire (o una sua "collega") a tavola.
Non lo dico per fare la moralista da tastiera: mi ha solo colpito il contrasto. E mi ha fatto pensare a un'altra cosa: quanta energia si spende a discutere se si possa chiamare "salsiccia" un prodotto vegetale (l'UE ci ha fatto un emendamento apposta, nel 2025), mentre nessuno si scompone se un posto si chiama "santuario" e poi ha la griglia accesa.
Non sto dicendo che dobbiamo boicottare tutto ciò che non è coerente al 100%: sarebbe un'impresa impossibile per chiunque, me compresa. Ma trovo interessante notare dove mettiamo la lente d'ingrandimento e dove no.
Voi come la vedete?
Trovo queste pratiche piuttosto furbescamente fuorvianti. Si cerca di acchiappare like e notorietà tramite i social, promuovendo qualcosa che poi non si traduce nella realtà. Un greenwashing della ristorazione. Non mi piace.
a long while ago
MartinaNoor:
avevo visto un video promozionale di un posto di cui non ricordo il nome (potrebbe essere lo stesso) in cui prima si parlava degli animali salvati e poi si faceva vedere il ristorante con primi piani di vassoi di insaccati. 🤦🏻♀️
a long while ago
Trovo queste pratiche piuttosto furbescamente fuorvianti. Si cerca di acchiappare like e notorietà tramite i social, promuovendo qualcosa che poi non si traduce nella realtà. Un greenwashing della ristorazione. Non mi piace.
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