La mia conversione al sostenibile è partita da una coppia di amici macrobiotici. Già prima non eccedevo con acquisti inutili (a casa vigeva l'imperativo NON SPRECARE e RIUTILIZZA). Ho capito che l'alimentazione è la prima scelta consapevole per non pesare sull'ambiente. Da lì sono passata a considerare gli acquisti fatti per sfizio o gratificazione, che per quanto appaganti non rientravano nella necessità vera e propria, soprattutto se fatti per inseguire la moda del momento.
Infine ho consapevolmente prestato maggior attenzione a come produrre meno rifiuti e smaltirli correttamente; limitare l'uso del mezzo privato; non esagerare con l'uso dei detergenti, sia per la casa che per l'igiene personale; considerare gli oggetti di seconda mano prima di fare nuovi acquisti.
Ho sempre bevuto acqua del rubinetto, evitando sprechi. Ricordavo la casa dei miei nonni, dove l'acqua si pescava dalla cisterna dell'acqua piovana, e l'ho sempre considerata un bene prezioso.
In fondo ho 65 anni, e ho visto il mondo trasformarsi: mi sono adeguata, ma senza eccedere. Il bene naturale resta sempre il mio faro, noi siamo solo ospiti e dovremmo rispettarlo molto meglio di quanto stiamo facendo.