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SilviaBLaScimmia
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Turismo resiliente
Dal vocabolario online Treccani: 𝙍𝙚𝙨𝙞𝙡𝙞𝙚𝙣𝙩𝙚 agg. [dal lat. Resiliens -entis, part. Pres. Di resilire «rimbalzare»]. – 1. Dotato di resilienza, che presenta maggiore o minore resilienza: materiali r.; pavimenti, rivestimenti resilienti. 2. Per estens., riferito a persona, che oppone resistenza, che si difende con forza: Schiacciata sotto il peso del corpo mascolino, Line si torceva, avversario tenace e r., per eccitarlo e sfidarlo (P. Levi). 𝙍𝙚𝙨𝙞𝙡𝙞𝙚𝙣𝙯𝙖 s. f. [der. di resiliente]. – 1. Nella tecnologia dei materiali, la resistenza a rottura per sollecitazione dinamica, determinata con apposita prova d’urto: prova di r.; valore di r., il cui inverso è l’indice di fragilità. 2. Nella tecnologia dei filati e dei tessuti, l’attitudine di questi a riprendere, dopo una deformazione, l’aspetto originale. 3. In psicologia, la capacità di reagire di fronte a traumi, difficoltà, ecc. Ancora, sulla pagina web https://www.studentville.it/appunti/resilienza-significato-e-definizione/ leggo che “il termine resilienza deriva dal verbo latino resilio, che significa rimbalzare, saltare indietro. Indica quindi, in generale, l’essere resistenti e forti alla rottura, dunque la capacità di affrontare le avversità e superare i problemi”. Premesso che mi pare che molti, troppi italiani abbiano preso l’abitudine di utilizzare tale termine un po' a sproposito, personalmente, per fortuna, ho la possibilità di fare un esempio concreto di soggiorno vacanziero che contribuisce alla resilienza delle destinazioni turistiche. La mia esperienza risale al 2023 perché purtroppo non siamo più tornati in Sardegna (spero di poterlo fare tra un paio d’anni), ma la struttura di cui vi racconto è ancora attiva e le auguro di esserlo almeno per i prossimi 20 anni! È meravigliosa, nella sua semplicità 🥲 ⚠️ Scusate, ma è opportuna una premessa per inquadrare bene l’oggetto del post, e come al solito sarò un po’ lunga… Immaginatevi un paese in Barbagia, nell’interno più tradizionale e incontaminato dell’isola, un importante Comune nei primi decenni del secolo, siccome sino ai primi anni ’60 contava piú di 5000 abitanti e aveva un certo prestigio, essendo l'unica sede di scuola media (e poi addirittura di Liceo scientifico!) nel raggio di decine di km, oltre ad altre Istituzioni e Uffici pubblici, che servivano molte località minori anche lungo la costa Est. Poi l’inizio dello spopolamento, lento ma inesorabile… L’avvio dell’emigrazione di tanti residenti, non solo verso altre Regioni italiane ma anche all’estero, per il solito motivo: la ricerca di un lavoro, essendo l'economia del borgo (anche molto solida, ma non per tutti) fondata per il 70% o più sulla pastorizia, e quindi la necessità per i non “addetti ai lavori” di farsi una vita dove fosse possibile trovare un lavoro adatto a loro; a parte che non sono pochi gli allevatori partiti in continente portandosi appresso le greggi! C’è anche da dire che, perlomeno a partire dagli anni ’90, il paese nativo di mia mamma è stato caratterizzato da un'altissima percentuale di laureati in rapporto al numero di abitanti, per cui è anche un po' inevitabile che si sia verificata una fuga dovuta all’offerta di posizioni lavorative altamente specializzate altrove, anche banalmente a Cagliari o Sassari, se non in continente o addirittura fuori Italia. Ma “crisi” si accompagna molto spesso a “opportunità”…! E dai primi anni 2000 anche la Sardegna, analogamente a gran parte del territorio nazionale, per fortuna ha registrato un aumento esponenziale di eventi culturali e musicali o legati al folklore e all’enogastronomia, di forte attrattiva per molti turisti provenienti da ogni dove; per non parlare del “turismo ambientale”, anch’esso molto cresciuto soprattutto nelle zone interne. Ed è cosi che nel 2005 nasce il b & b cui ho pensato per questa sfida. Si trova in una zona comoda quasi in centro paese, ed è stato ricavato ristrutturando in modo per nulla invasivo, anzi conservando per esempio i pavimenti originali, un’antica casa su più piani dotata anche di “corte” interna (così si chiama il cortile di molti edifici caratteristici, non sempre visibile dalla strada, ma spesso sul retro). È gestito da una mia cugina di secondo grado (sesto di parentela), in quanto figlia di una cugina prima di mia mamma, che era già attiva in ambito turistico / culturale in associazioni e cooperative agli albori degli eventi organizzati nel borgo, e che ha deciso di cogliere l'occasione data da una zia (benestante, pare…) da decenni stabilitasi in continente. La parente ha investito non poco nella ristrutturazione e nel cambio di destinazione d'uso dell’antica casa degli avi, e mia cugina ne ha assunto la gestione, vivendo in paese; in realtà qualcosa di più della gestione, perché pare che quando può permetterselo sostenga anche spese per piccole migliorie, anche se non sarebbero di sua competenza, siccome ovviamente una parte degli utili andranno alla zia… Ebbene, se prima del 2023 non conoscevo l’esistenza di questo b&b (o perlomeno non avevo proprio idea che se ne occupasse mia cugina!!!), per cui sia con mia sorella sia con mio marito avevamo soggiornato esclusivamente in agriturismo a un tot di km di distanza, ma col vantaggio di non doverci spostare la sera apposta per la cena, penso che dopo la prima bella esperienza fatta ci torneremo! ✅ Scegliere questa struttura aiuta la comunità e l’economia del paese natale di mia mamma e dove ogni volta lascio un pezzetto di cuore 💔 Tra l’altro è solo grazie a mia cugina se tre anni fa siamo venuti a conoscenza di un laboratorio (senza negozio, quindi non aperto al pubblico) di pasticceria da cui abbiamo potuto rifornirci dei dolci locali che purtroppo, dopo la chiusura negli anni delle uniche tre pasticcerie che erano rimaste in epoca moderna, non avrei proprio saputo dove prendere! ✅ Scegliere questa struttura significa potersi soffermare, per esempio a colazione, essendo la titolare sempre presente, ad interagire, a parlare e scambiare impressioni con una persona del posto, che offre accoglienza praticamente 365 giorni all’anno, a differenza delle anonime catene alberghiere che sfruttano gli “schiavi moderni” per la sola stagione estiva e portano il 100% dei profitti in altre Regioni, considerando la povera Sardegna solo un territorio da cementificare per le loro squallide speculazioni edilizie, che lasciano solo macerie (e in alcuni casi non è una figura retorica ma la realtà). ✅ Scegliere questa struttura permette di apprezzare e toccare con mano lo “spirito del luogo” il c.d. genius loci, e di VIVERE IL PAESE PER DAVVERO. Tra l'altro ho potuto fare la raccolta differenziata gettando qualche minimo nostro rifuto, umido organico incluso, nei vari contenitori sotto al lavello, perché da anni là è gestita porta a porta! ✅ Infine, scegliere questa struttura contribuisce alla resilienza del paese in quanto destinazione turistica non scontata, da cercare, anche (e soprattutto!) fuori dalla solita banale stagione estiva, perché quel posto meraviglioso (non tanto per l’aspetto estetico in sé, a parte che è pure bello, ma per tante persone speciali che lo abitano) merita di essere sostenuto nella sua resistenza contro le tante difficoltà e e nell'attaccamento alle radici della tradizione e della cultura che tanto lo caratterizzano.