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SilviaBLaScimmia
· Ape rank 7
Italy · Italy
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I piatti locali in vacanza
3.I PIATTI LOCALI IN VACANZA Questo è un altro punto dolente di questo viaggio 2026 in Umbria, perché purtroppo devo lamentare di aver trovato nei ristoranti dove abbiamo cenato ben poche alternative ai classici piatti di carne… Per fortuna, però, mi pare che in questa Regione si privilegino la qualità e la serietà della filiera, per cui abbiamo potuto individuare almeno un paio di trattorie che si approvigionano da piccoli allevatori a km 0 o comunque della zona e non da eventuali allevamenti intensivi, che là mi sembrano rari! Il che è da apprezzare in ottica generale, perlomeno sotto l’aspetto dell’impatto ambientale (e in parte della salute umana). Detto ciò, abbiamo comunque mangiato meno carne possibile e contorni di ottime verdure di stagione grigliate, per due sere siamo andati in pizzeria e per compensare (siccome prevedevo come sarebbe andata a finire…) nelle settimane precedenti il viaggio mi sono rifiutata di cucinare anche del petto di pollo, sostituito da legumi e tofu con il benestare di mio marito, che ormai non brontola più nemmeno se dopo la piscina non trova il pollo arrosto, bensì fonti proteiche vegetali! 😍 Ed è un gran successo e un enorme progresso, vi assicuro... Da come era abituato! E per espiare ulteriormente le nostre “colpe alimentari”, anche dopo la vacanza ho cucinato vegetale o vegetariano, e continuo più che posso 😇 In più, ho portato con noi posate in metallo da casa e due piatti in plastica molto spessa riutilizzabili, con tanto di spugnetta e detersivo per stoviglie, siccome prima di partire ho fatto avanzare apposta alcuni burger di legumi vegane fatti da me, pomodori e cetriolo, e ho preparato panini per il viaggio (consumati a un tavolo all’ombra fuori da un Autogrill, con vista su uno splendido pennuto 😄) e con la parte che restava abbiamo cenato sul tavolino della camera la prima sera 🙂😊 C’è poi un’altra cosa bellissima che sono riuscita a fare… A metà Luglio, qualche giorno prima di partire, ho raccolto la bellezza di 14 chili di arselline (no non sono i molluschi tipo le vongole, bensì una qualità di piccole prugne ovali tipica dell’entroterra genovese 😅), e dopo averne lasciate una parte a mia mamma le ho divise per grado di maturazione, per mangiare le più molle subito, lasciando le più acerbe in frigo a casa per le settimane successive alla vacanza e portandoci in viaggio almeno tre contenitori più rigidi pieni (sapevamo che in camera avremmo trovato un frigorifero abbastanza capiente): ebbene, più pasto sostenibile di questo non c’era! 🤭 Per quasi tutti i giorni in cui siamo stati in giro per paesi o siti naturali abbiamo pranzato a crackers (portati anche quelli da casa) e arselline del mio albero, ed è stato anche un bel risparmio di denaro.