Stamattina al mercato, una bancarella mi ha fermata con un volantino su un tema che non mi aspettavo di trovare lì: il nuovo regolamento europeo sulle NGT, le nuove tecniche genomiche (in Italia ribattezzate TEA, tecniche di evoluzione assistita).
Confesso che non ne sapevo molto, così sono tornata a casa e mi sono documentata un po'. Il Parlamento Europeo lo ha approvato il 17 giugno, dopo anni di trattative: da ora in poi alcune piante modificate geneticamente con tecniche come il CRISPR potranno essere vendute senza etichetta, se rientrano in una categoria considerata "equivalente" a quelle ottenute con selezione tradizionale. Chi sostiene la riforma parla di innovazione utile contro siccità e parassiti; chi la critica (agricoltura biologica in testa) teme di perdere trasparenza e libertà di scelta per chi consuma.
Mi ha colpito soprattutto una cosa: quanto la questione arrivi lontano dai tavoli di Strasburgo e finisca dritta su una bancarella di mercato, tra la gente che fa la spesa il sabato mattina. È il genere di argomento su cui mi piacerebbe formarmi un'opinione più solida, senza fermarmi al primo volantino o al primo titolo.
Voi ne avevate già sentito parlare? E soprattutto: quanto vi sentite informati su cosa mangiate, quando si parla di innovazione in agricoltura?